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Il folklore italiano

(1925-1941)

Scheda introduttiva di Fabio Calzia                               

Il folklore italianoLa rivista «Il folklore italiano» nasce a Napoli nel 1925. Fondata e diretta dall’etnografo Raffaele Corso, era un periodico articolato in quattro fascicoli annuali. Nel 1936 prende il nome di «Archivio per la raccolta e lo studio delle tradizioni popolari italiane» e con tale titolo viene pubblicata fino al 1941. La pubblicazione viene ripresa nel 1946 e sino al 1959, stavolta intitolata semplicemente «Il folklore».
La rivista esce in formato libro (25x18 cm.) in fascicoli di circa duecento pagine. Gli argomenti trattati sono i più vari, ospitando contributi dei maggiori studiosi di etnografia e di linguistica dell’epoca quali Giuseppe Cocchiara, Cesare Caravaglios, Raffaele Lombardi Satriani, Max L. Wagner, Giulio Fara, Giorgio Nataletti etc.
Il direttore, Raffaele Corso, fu uno degli etnografi più attivi tra le due guerre, e raccolse l’eredità di Giuseppe Pitré, prendendo il suo posto nella Cattedra di Demopsicologia dell’Università di Palermo. I suoi interessi scientifici si concentrarono sugli studi dell’antropologia giuridica, spaziando però nell’ambito della raccolta di canti popolari italiani, negli studi di africanistica e di alcuni articoli di carattere metodologico.
La rivista in genere veniva aperta da un editoriale dello stesso Corso, talvolta configurato come un vero e proprio saggio che apriva la sezione iniziale de «Il Folklore Italiano», consistente in una serie di articoli di carattere etnografico, incentrati nella maggior parte dei casi nella trascrizione e nell’analisi di repertori popolari italiani, dalla fiaba ai canti religiosi.
I fascicoli contenevano da un minimo di 4 articoli ad un massimo di 18, a seconda dei numeri. Un’intera sezione era dedicata alle note e i commenti, riportando in primo piano alcuni temi di discussione tratti da convegni o relativi alla recensione di nuove monografie sul folklore. Ampio spazio è dato alle raccolte bibliografiche e alla presentazione di opere di recente pubblicazioni. Le sottosezioni in questo caso sono intitolate Bibliografia e Annunzi Bibliografici. È dato spazio anche ad una sezione di necrologie.
Per quanto riguarda lo specifico dell’interesse musicale valgono le stesse considerazioni proposte a proposito dell’ «Archivio per lo studio delle tradizioni popolari.».

 

 

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