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Il mondo

(1945-1946)

Scheda introduttiva di Donato De Carlo

Il Mondo Nacque a Firenze per iniziativa di Alessandro Bonsanti (1904-1984), già direttore della rivista «Letteratura», attiva dal 1937. La pubblicazione di questa nel 1944 era stata sospesa per le vicende belliche, ma si aspirava a riavviarla. Sorsero però difficoltà con la tipografia; inoltre, si faceva sempre più probabile la liberazione del territorio fiorentino, e gli animatori del progetto si convinsero che nel clima futuro una rivista esclusivamente letteraria non sarebbe andata incontro ai gusti del pubblico, desideroso invece di un dibattito vivace su più ampi temi, specie politici, che era stato loro negato durante l’epoca fascista1.
Nacque così l’idea di una nuova rivista, il cui titolo doveva rimandare a un più largo spettro d’interessi. Rinunciato a «Il globo» - già scelto durante i preparativi da una nuova pubblicazione romana - si ripiegò su «Il mondo», anche per assumere il prestigio e gli intenti dell’omonima rivista fondata nel 1922 da Giovanni Amendola.2 Il sottotitolo, “Lettere, scienze arti musica” richiamava invece l’«Antologia» di Giovan Pietro Vieusseux3, al cui nome era intitolato il Gabinetto fiorentino che Bonsanti dirigeva in quello stesso tempo. «La veste editoriale, di gusto inglese; l’impaginazione castigata tipo «Times» di allora» secondo lo stesso Bonsanti4. Dallo stampatore Vallecchi provenivano, a giudizio di Giovanni Spadolini, un «uso di caratteri e inquadrati che richiamavano largamente «La Voce» e «Lacerba», che rievocavano i tempi eroici delle avanguardie fiorentine del primo quindicennio del secolo».5 Accanto a Bonsanti, redattore capo, vi erano i condirettori Arturo Loria, Eugenio Montale, Luigi Scaravelli, mentre Giorgio Zampa aveva il ruolo di segretario di redazione. Bonsanti e Loria erano anche membri della società editoriale (accanto a Stefano Platamone, Alberto Passigli, Dino Pavolini, Nello Baglini, Loris Pacciani, Bruno Bartalini). La redazione ebbe sede principalmente presso lo stesso Gabinetto Vieusseux in Palazzo Strozzi, ma anche alla Leonardo da Vinci nel Palazzo Corsini.6
Sedici pagine a quattro colonne, eccezion fatta per la prima a tre, con un costo di quindici lire a copia, la rivista, quindicinale, pubblicò il suo primo numero il 7 aprile 1945. «Una rivista povera»7 la ricordò Montale, e con le ristrettezze materiali, la precarietà dei trasporti e delle comunicazioni essa dovette fare i conti per tutto l’arco della sua breve esistenza. Partito con una tiratura di poco superiore a 20.000 copie, il giornale si assestò durante il primo anno su una media di 2.851 copie vendute per numero, scesa nel 1946 a 280 copie circa. Le difficoltà di bilancio erano aggravate dalla limitata distribuzione e dalla concorrenza dei giornali romani.8 Si giunse così all’interruzione delle pubblicazioni il 5 ottobre 1946, dopo 37 numeri. Sempre nel 1946 aveva ripreso intanto a uscire «Letteratura».
«Fu il primo periodico dell’Italia libera a varcare la linea gotica»,9 nell’orgoglioso ricordo di Bonsanti. L’idea di contribuire alla ricostruzione civile del paese si ricollegava allo spirito illuministico di Vieusseux, ai valori della ragione e della libertà.10 Dall’esempio di Amendola veniva invece l’aspirazione a costituire una «terza forza», punto di confluenza di liberalismo e socialismo.11 Tutto ciò nella ferma professione di fede repubblicana e antifascista, memore di Salvemini e dei fratelli Rosselli:12 ancora per Bonsanti «Il mondo» si «distinse [...] dagli altri periodici, [...] [per] aver scelto come posizione politica quella dei Comitati di liberazione. Anche se non fu di parte, fu tutt’altro che agnostico».13 L’attenzione agli altri campi della cultura, oltre alla letteratura, rispondeva all’obbiettivo di chiamare a raccolta tutti gli intellettuali, fuori dalla “torre d’avorio”, perché si impegnassero pienamente nella rinascita morale e politica del paese, a risarcire il «lungo errore» compiuto durante il fascismo.14 La rivista si occupò così di giurisprudenza, economia, fisica, medicina, biologia, arti figurative, architettura, musica, teatro e cinema. Non mancò spazio e rilievo per la letteratura, con inediti di Italo Svevo e contributi - tra gli altri - di Carlo Emilio Gadda, Carlo Cassola, Franco Fortini, Mario Luzi, Guido Piovene, Giorgio Bassani, Pier Paolo Pasolini, Vitaliano Brancati, Tommaso Landolfi. Oltre alle pagine di commento politico e discussione di questioni istituzionali, verso la fine la rubrica «Tribuna libera» accoglieva le voci dei vari partiti del CLN, con dibattiti a tema.15
Redattori stabili della pagina musicale furono Domenico De Paoli e Luigi Dallapiccola. Come corrispondenti dalle città italiane si ebbero Massimo Mila (Torino), Ferdinando Ballo (Milano), Guido Piamonte (Venezia), Luigi Cortese (Genova) e Adone Zecchi (Bologna); De Paoli e Dallapiccola seguivano rispettivamente Roma e Firenze.16 Particolarmente rilevante è l’impegno di Dallapiccola, il quale giudicava negativamente la critica musicale, e non ebbe mai un’esperienza in questo campo assidua e formalizzata, eccetto proprio con «Il mondo».17 Motivato a tale impegno dall’amicizia che lo legava a Loria e Bonsanti, e dalla libertà che costoro gli lasciavano nell’impostazione della sezione musicale, determinante fu per Dallapiccola l’adesione ai propositi politico-culturali della rivista, coi quali collimava la sua attenzione alla caratura morale, piuttosto che agli aspetti tecnico-stilistici dei musicisti di cui si occupava.18 Dallapiccola adotta nei suoi articoli, in conformità alla destinazione della rivista, un linguaggio non tecnico ma metaforico e comparativo. Frequenti sono le sue critiche alla politica culturale delle istituzioni artistiche,19 né si risparmia la stigmatizzazione della vita culturale fascista.20 A volte l’occasione giornalistica è solo uno spunto per abbozzare un saggio su un tema più ampio21.

La sezione musicale fu attenta in primo luogo a registrare la ripresa delle attività, tanto italiane quanto estere, e a seguire lo svolgimento dei Festival internazionali. Alcune collaborazioni dall’estero, come quelle di Darius Milhaud,22 Gerard Bertouille,23 Helmut Schmidt-Garre,24 Willi Reich,25 Manuel Rosenthal,26 si devono allo stimolo di Dallapiccola, il quale inoltre tradusse e prefazionò alcuni contributi.27 Tra le firme, figurano anche Fedele d’Amico, Edoardo Cavallini, Andrea Della Corte, Guido Maggiorino Gatti, Gianandrea Gavazzeni, Federico Ghisi, Giorgio Graziosi, Vittorio Gui, Aurel M. Milloss, Rodolfo Paoli, Goffredo Petrassi, Carl Sandburg, Albert Skulsky, Eduardo Zappulli.

Note


1  C. Ceccuti, Le origini de «Il Mondo», in Il mondo. Lettere scienze arti musica 1945-1946, Passigli, Firenze, 1985, pp. VII-XIV: VII.

2 A. Bonsanti, Una testata: IL MONDO di Firenze 1945-1946, inedito cit. in A. Andreini, Il mondo di Firenze, in E. Gurrieri (a cura di), Il Mondo 1945-1946. Indici, Franco Angeli, Milano, 2004, pp. 7-19: 12.

3 G. Spadolini, Tra Montale e Bonsanti, in Il mondo. Lettere scienze arti musica 1945-1946, cit., pp. III-VI: III.

4 A. Bonsanti, “Il Mondo” primogenito. Storia di un evento del giornalismo post bellico, «Il Giorno», 10 luglio 1974, p. 3, cit. in A. Andreini, Il mondo di Firenze, cit., p. 11.

5 G. Spadolini, Tra Montale e Bonsanti, cit., p. III.

6 A. Andreini, Il mondo di Firenze, cit., p. 16.

7 G. Spadolini, Tra Montale e Bonsanti, cit., p. III.

8 C. Ceccuti, Le origini de «Il Mondo», cit., p. XII.

9 A. Bonsanti, Ritratti su misura, Sodalizio del libro, Venezia, 1960, p. 91, cit. in A. Andreini, Il mondo di Firenze, cit., p. 9.

10 G. Spadolini, Tra Montale e Bonsanti, cit., p. III.

 11 Ibidem.

12 C. Ceccuti, Le origini de «Il Mondo», cit., p. IX.

13 A. Bonsanti, “Il Mondo” primogenito, cit., p. 3. cit. in A. Andreini, Il mondo di Firenze, cit., p. 9.

14 A. Bonsanti, Sassi in piccionaia, «La Nazione italiana», 17 luglio 1957, p. 3 cit. in A. Andreini, Il mondo di Firenze, cit., p. 10.

15 C. Ceccuti, Le origini de «Il Mondo», cit., p. IX.

16 M. De Santis, Dallapiccola per «Il Mondo», in D. Spini (a cura di), Studi e fantasie. Saggi, versi, musica e testimonianze in onore di Leonardo Pinzauti, Passigli, Firenze, 1996, pp. 84, 86.

17 Ivi, p. 84.

18 Ibidem.

19 L. Dallapiccola, Per una rinascita della S.I.M.C., «Il mondo», 7 aprile 1945, p. 12; Bilancio sinfonico, ivi, 15 giugno 1945, p. 13; Chiusura di stagione, ivi, 7 luglio 1945, pp. 12-13; Programmi di concerto, ivi, 6 ottobre 1945, pp. 12-13; Concerto inaugurale, ivi, 20 ottobre 1945, p. 12; Ripresa, ivi, 5 ottobre 1946.

20 L. Dallapiccola, Per una rinascita della S. I. M. C., ivi, 7 aprile 1945, p. 12; Mario Castelnuovo Tedesco, ivi, 1 dicembre 1945, pp. 12-13; Novità e non novità ai concerti fiorentini, ivi, 2 marzo 1946, pp. 10-11.

 21 L. Dallapiccola, Ottava sinfonia, ivi, 21 aprile 1945, p. 12; A proposito di una difesa di Rimskij-Korsakov, ivi, 1 settembre 1945, pp. 12-13; Concerto inaugurale, ivi, 20 ottobre 1945, p. 12; L’etichetta, ivi, 1 giugno 1946, p. 10.

22 Musica negli Stati Uniti, ivi, 18 agosto 1945, p. 12.

23 Panorama della musica belga contemporanea, «Il mondo europeo», 15 agosto 1947.

24 Lettera dalla Germania, ivi, 1 agosto 1947, p. 14; Lettera dalla Germania, ivi, 1 novembre 1947.

25 Per la morte di Anton Webern, «Il mondo», 2 febbraio 1946, p. 12.

26 Problemi attuali della direzione d’orchestra. Il direttore d’orchestra e il suo ufficio effettivo nella musica, ivi, 16 febbraio 1946, p. 12.

27 M. De Santis, Dallapiccola per «Il Mondo», cit., p. 84.

 

 

 

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