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Incontri musicali

(1956-1960)

Scheda introduttiva di Maurizio Corda

Frontespizio di Incontri Musicali«Questi quaderni di musica contemporanea sono nati nel desiderio di stabilire un colloquio fecondo tra quei compositori che vogliono chiarire a se stessi e agli altri la sostanza artigiana e poetica del loro lavoro». Con tale manifestazione di intenti si apre il primo numero della rivista «Incontri Musicali. Quaderni internazionali di musica contemporanea» (Edizioni Suvini Zerboni) che ha avuto una durata molto breve ma ha conosciuto un’attività estremamente intensa e proficua. Nei suoi soli quattro numeri di vita (dicembre 1956, maggio 1958, agosto 1959, settembre 1960) ha infatti dato voce a molte tra le principali e più autorevoli espressioni teoriche che investivano i fenomeni musicali, ampiamente sperimentali e tendenzialmente rinnovativi, di ambito “colto” della seconda metà degli anni Cinquanta. Nata per volontà del compositore Luciano Berio, la rivista ha ospitato gli scritti dei compositori e dei teorici che più di tutti animavano in quegli anni il dibattito avanguardistico musicale italiano ed internazionale: si leggono le firme di Henri Pousseur, Roberto Leydi, Karlheinz Stockhausen, Paolo Castaldi, Umberto Eco, Alfredo Lietti, John Cage, Fedele D’Amico - per citare i più importanti - e dello stesso Berio. Le pagine della rivista hanno accolto riflessioni, speculazioni, provocazioni e accesi dibattiti intorno alla pratica e alla teoria che riguardavano la musica aleatoria, la musica elettronica, la dodecafonia e la serialità, le opere aperte, ma anche la fenomenologia, la fisica, l’estetica e la poetica di tali espressioni musicali. Tra questi citiamo come particolarmente significativi le riflessioni di Henri Pousser sul «cromatismo organico» weberniano che apre il primo numero della rivista1 e il confronto tra Umberto Eco e Fedele D’Amico sulle tematiche relative al concetto di “opera aperta” presente nel quarto numero della stessa.2
Un editoriale di Berio che chiude il secondo volume3 ci informa dell’allestimento, da parte del comitato direttivo della rivista, di una settimana di concerti di musica contemporanea a Napoli (9-17 giugno 1958); inoltre accenna anche ad una manifestazione simile organizzata l’anno precedente nel Nord Italia di cui però nel precedente numero non si parla. Il compositore spiega le motivazioni e l’urgenza di creare occasioni apposite, “incontri musicali” appunto, per dare la possibilità alle nuove forme di linguaggio musicale contemporanee di confrontarsi liberamente con un pubblico, senza doversi districare tra le consuete istituzioni musicali che non prestavano sufficiente attenzione, e mal si adattavano, alle esigenze compositive dell’epoca. L’anno seguente la rivista promosse altre tre serate musicali, stavolta a Milano (14 febbraio, 21 marzo e 11 aprile 1959), anch’esse dedicate alla musica d’avanguardia e al Novecento musicale in genere.    
Note


1 Henri Pousseur, Da Schoenberg a Webern: una mutazione, «Incontri Musicali», I, 1956, pp. 3-39.

2 Umberto Eco, Apertura e «informazione» nella struttura musicale: uno strumento d’indagine, «Incontri Musicali», IV, 1960, pp. 57-88; Fedele D’Amico, Dell’opera aperta, ossia dell’avanguardia, ivi, pp. 89-104; Umberto Eco, Risposta a D’Amico, ivi, pp. 105-112.

3 Luciano Berio, Agli amici degli ‘Incontri Musicali’, «Incontri Musicali», II, 1958, pp. 69-72.

 

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