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La nuova musica

 (1896-1919)

Scheda introduttiva di Jonathan D'Onofrio

La nuova musica«La nuova musica» (sottotitolata Pubblicazione musicale mensile) fu fondata da Edgardo Del Valle de Paz (Alessandria d’Egitto, 18 ottobre 1861- Firenze, 5 aprile 1920), noto pianista concertista nonché insegnante di pianoforte al Regio Istituto Musicale di Firenze e alla omonima scuola privata, da lui fondata. La rivista  ebbe vita per quasi quattordici annate complete, dal gennaio 1896 al novembre 1919, quando si interruppe definitivamente, dopo un periodo di uscite irregolari, cominciato grossomodo a partire dagli anni dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale.
    Il nome della rivista è la traduzione italiana del termine tedesco “Neue Musik”, coniato proprio in questi anni, soprattutto in ambiente viennese, per indicare la reazione ai modelli del Romanticismo, ormai entrato in crisi. In Italia il termine si traduce in una tensione verso un rinnovamento della cultura musicale nazionale, attraverso ideali, che di lì a poco verranno sposati dai compositori della cosiddetta “generazione dell’Ottanta”. Questi ideali sono essenzialmente riassumibili in uno sforzo artistico-culturale, volto a creare una musica nazionale italiana, con un rinato interesse per il genere strumentale, con conseguente critica del melodramma ottocentesco e, peculiarità italiana, di quello verista. Altro cardine di questa rinascita musicale nazionale è la lotta per la riconquista del primato italiano, attraverso la riscoperta della musica antica,1 soprattutto quella dei secoli diciassettesimo e diciottesimo, con una lettura volta a dimostrare come la supremazia musicale tedesca dell’Ottocento sia stata conseguita solo attraverso un accanito studio dei grandi compositori italiani. A questi intenti possiamo aggiungere la battaglia per la pubblicazione delle opere complete dei grandi compositori italiani del passato (cosa che in parte si realizzerà negli anni della Prima guerra mondiale, a opera delle case editrici nazionali) e della pubblicazione e diffusione della produzione dei giovani compositori contemporanei; tutti intenti questi, volti a portare la vita musicale italiana alla pari di quella delle altre nazioni europee e degli Stati Uniti d’America. Un ultimo dato da registrare, soprattutto nella fase finale della rivista, è l’ interesse per il folclore, visto come elemento che, sulla scorta delle esperienze di altri paesi, come Russia e Spagna, può contribuire alla nascita della musica nazionale: gli articoli di carattere etnomusicologico sono appannaggio del collaboratore sardo Giulio Fara2. Concludiamo dicendo che interessi di questo tipo segnano gli albori della musicologia italiana3.

Viene stampata, fino al 28 febbraio 1897 compreso, nella Tipografia Successori Vestri di Prato; dal 31 marzo 1897 al febbraio 1907 da L. Franceschini e C.i. di Firenze; dal numero di marzo-aprile 1907 presso la tipografia di Eduardo Ducci in via dei Pilastri 32 a Firenze.

La rivista aveva periodicità mensile: usciva l’ultimo giorno del mese, fino all’anno 1898 compreso; dal 1899 al 1908 compreso non troviamo più il giorno di uscita, ma solo il mese. A partire dal 1909 la rivista diventa quindicinale ed esce il 5 e il 20 di ogni mese (a partire dal 20 gennaio 1909), fino al 1911 compreso, anche se i due numeri di dicembre escono il 5 e il 25; infatti dal 1912 al numero del 10 marzo 1915 esce il 10 e il 25 di ogni mese: fanno eccezione i mesi estivi, che non escono mai regolarmente, tanto che, già a partire dal 1915, in prima pagina troviamo la scritta: « esce venti volte l’anno ». Il secondo numero di marzo 1915 esce il giorno 31, mentre gli altri numeri escono con cadenza particolarmente irregolare (15 aprile; 10 maggio; 25 giugno; ottobre; novembre-dicembre). A partire dal 1916 scompare nuovamente il giorno di uscita e la rivista passa dal numero di aprile a quello di settembre, saltando poi ottobre. L’annata 1917 non è migliore: si parte con due numeri di febbraio, finendo con tre numeri per tre mesi, luglio-agosto; settembre-ottobre; novembre-dicembre. Per il 1918 abbiamo solo tre uscite (gennaio-febbraio; marzo-aprile; maggio-luglio), mentre l’ultima annata ha sei uscite ripartite in gennaio; febbraio; marzo; aprile-maggio; giugno-luglio-agosto; settembre-ottobre-novembre. Dunque la rivista ha una riduzione di uscite che coincide pienamente con il periodo di maggior difficoltà dell’Italia in guerra: infatti nel numero 311 del giugno 1917 si legge di un decreto luogotenenziale sull’uso della carta, che portò la rivista a ridurre le uscite, ma mai il formato o il numero di pagine. Le annate coincidono sempre con l’anno solare. Esce in formato carta cm. 36 x 26, che cambierà leggermente a partire dal numero di marzo-aprile 1918 (cm. 38 x 26). Il numero di pagine è pressoché fisso e ammonta a un numero complessivo di sei, con l’aggiunta, a partire da gennaio 1902, di due fogli fronteretro (uno all’inizio e uno alla fine, per un totale di quattro pagine), di colore diverso (viola, verdolino, rosa salmone), contenenti la copertina della rivista, annunci pubblicitari di case editrici e di strumenti musicali, grossomodo due per pagina, per un totale di sei.

All’esordio la redazione è composta da Edgardo Del Valle de Paz, Arnaldo Bonaventura, Nino Abate, Guido Gasperini, Durante Duranti, Alfonso Falconi e Gino Modona. Dal gennaio 1902 Bonaventura è redattore-capo, mentre gli altri sono redattori ordinari. Nell’aprile 1903 a questi si aggiunge Paolo Bertini. Dal gennaio 1908 il numero dei redattori ordinari viene ristretto ai soli Bertini e Abate. A partire dal 1910 Ildebrando Pizzetti, stabilitosi un anno prima a Firenze, affiancherà Bonaventura nella figura di redattore-capo. Dal 5 gennaio 1911 al numero di marzo 1916 Luigi Parigi ricoprirà il posto di segretario, mentre collaboratori ordinari saranno Bonaventura, Pizzetti, Giannotto Bastianelli, Bertini, Abate e Samuel. Proprio nel 1916, e precisamente a partire dal numero di settembre, la redazione subisce un significativo ridimensionamento, quando viene annunciato in un articolo che la rivista sarà costretta a rinunciare alla redazione fissa, così come i lettori l’hanno sempre conosciuta, a causa della «spiccata individualità» dei collaboratori. Il concetto viene ribadito nel numero di novembre, dove si dice che sono ormai venute meno quelle condizioni che c’erano venti anni prima. L’ultimo redattore sarà Luigi Parigi, il quale però, alla fine del 1917, abbandonerà anch’egli la rivista per fondare un nuovo periodico, «La critica musicale». Tra i collaboratori della rivista si annoverano anche i seguenti nomi: Riccardo Gandolfi, Carlo Cordara, Luigi Rasi, Cesare Ponsicchi, Gino Senigaglia, Nicola D’Arienzo, Vittorio Ricci, Benedetto Landini, Rodolfo Mondolfi, Emilio Pente, Pietro Floridia, Leopoldo Mugnone, Carlo De Simone, Gino Zara, Tommaso Mosè Montefiore, Umberto Del Piano, Johannes Wolf, Bruno Mugellini, Luigi Bicchierai, Arthur Hatton, Alberto Gaviali, Giuseppe Mancuso-Piazza, Rolando Sandrucci, Oscar Scalvanti, Alessandro Giuseppe Spinelli, C. Heinrich Richter, Petra, Liberio Vivarelli, George-Louis Houdard, Vittorio Carpi, Italo Carlo Falbo, Nicola Tabanelli, E. P. Morello, Enrico De Leva, Mathis Lussy de Stans, Elia, Augusto Fianchetti, Giuseppe Saverio Gargano, P. Alessandro Ghignoni, Antonio Scontrino, Lydia Torrigi-Heiroth, Guglielmo Zuelli, A. R. Naldo, Guido Quirino Ruata, Diego Garoglio, M. Hindemann, Giovanni Battista Polleri.

«La Nuova Musica» vede la luce al termine del secondo mandato di Francesco Crispi, che terminerà nel mese di marzo, in seguito alla crisi di governo scaturita dalla batosta di Adua, sigillo definitivo della Campagna d’Africa Orientale, che porterà, nell’ottobre dello stesso anno, alla firma della pace di Addis Abeba, da parte del nuovo Presidente del Consiglio, Antonio Starabba, marchese di Rudinì. La rivista dunque muove i suoi primi passi in anni di grave tensione sociale e politica, in una giovane Italia che tenta ora una strada più prudente in politica estera e una svolta autoritaria, volta a soffocare tutto il dissenso, per quanto concerne gli affari interni. L’epilogo di questa crisi di fine secolo sarà il regicidio, a Monza, di re Umberto I, per mano dell’anarchico pratese Gaetano Bresci, il 29 luglio 1900. Gli anni più fortunati del periodico coincidono con l’età giolittiana, passando attraverso la guerra di Libia (1911), la crisi del liberalismo, il Governo Salandra e l’entrata in guerra a fianco degli stati dell’Intesa contro l’Austria e gli imperi centrali, per poi terminare negli anni della cosiddetta “vittoria mutilata”, avvenimento che preparerà il terreno all’avvento del Fascismo. I membri della redazione sono tutti pienamente coinvolti nel grande fervore culturale e nazionalistico, di cui la scena intellettuale di Firenze è protagonista in questo periodo. Esso consiste soprattutto in un’aperta critica del mondo liberale e quindi del Governo Giolitti, a cui viene preferita una svolta di carattere reazionario, necessaria per poter realizzare le grandi aspirazioni della giovane nazione italiana. Collaboratori della rivista come Arnaldo Bonaventura, o Ildebrando Pizzetti, infatti saranno fascisti della prima ora.


    La struttura di ogni fascicolo rimane pressoché costante dall’inizio alla fine (salvo le due ultime annate, interamente su due colonne): su tre colonne, tranne la prima pagina, che è su due, si apre con articoli dedicati a dibattiti su alcuni aspetti dell’arte musicale, profili di compositori, recensioni di concerti, rappresentazioni di opere e libri.
Ogni fascicolo prosegue quindi con corrispondenze dall’Italia e dall’estero. Le corrispondenze provengono da Germania (Ego), Berlino (Pilgeroff; Elena Formichi), Lipsia (Paul Magnette), Italia (Luro; A. Saetta; V. N.), Alessandria (G.; Riccardo Scaglia), Bari (Veritas), Bergamo (Eugenio Giudici), Bologna (Filippo Ivaldi; Petronio; Justus), Brescia (S. Losi), Cremona (Margherita Bice Schlerka), Cuneo (Zino Pieber; Daniele Cortis; Pier Fedele Bertolino), Genova (Nicolò Viale; Sum; I. G.), Livorno (Antonio Morosi), Macerata (L.), Messina (Rodolfo Valore; Pippo), Milano (Quidam; G. B.; Paolo Guetta; Mario Ferraguti; Maffeo Zanon; E. O.; S. F.), Modena (Tommaso Murrina; Renato; E. Porta), Monticelli d’Ongina (G. F.), Napoli (Gino Alhaique; L. Ercole Pifferi; R. G.; Valentino Zingaropoli; Giuseppe Miozzi), Padova (Adriano Lami), Palermo (Napoleone Cesi; Vincenzo Natoli; Giuseppe Lipari Focher; Pietro Varvaro), Pavia (G. C.), Parma (G. F. I.; A. R.; Doctor Faust; Catullo Uccelli Bianconi), Perugia (G. Ugo Nazzari; L.; Vittorio Ruata; A. G. P.; G. G.), Pesaro (V.; Bequadro; X.; Bemolle; Aldo Pizzagalli; E. Protani), Pisa (Mandolino; Vice Mandolino), Roma (A. Roberto Colombo; Augusto Cartoni), Siracusa (Abela), Torino (Alberto Gaviani; L. Ercole Pifferi; Cesare Boerio; Antonio Sonzogno; S. M.; I. U.; Ettore Giuseppe Ferrettini; Guido Maggiorino Gatti); Trapani (Giuseppe Lipari; Enzo Aranguren), Treviso (A. Z.), Trieste (E. S.), Venezia (Sonzogno; M. Z.), Buenos Ayres (Luigi Romaniello), Bruxelles (Gaston Knosp), Chicago (Anthonio Ladislao Rozwadowski), Dublino (C. Sharp), Londra (Il Girovago; V. Trinci; Pickwick), Montecarlo (Ypsilon), Parigi (P. Pélerin; Don Lucio), San Francisco (Riccardo A. Lucchesi), San Paolo (D. F.; Silvio), Stoccolma (N. Lago) e Vienna (Ugo Roberto Fleischmann).

Presenza periodica hanno avuto le seguenti rubriche: Corriere teatrale, dal primo numero a ottobre 1899 (a cura di Antonio Morosi); Rassegna dei concerti, dal primo numero ad aprile 1906 (a cura del direttore); Notiziario, da febbraio 1896 a luglio 1909, e Cronachetta artistica, da maggio 1907 a marzo-aprile 1918 (entrambe contenenti curiosità e indiscrezioni di vario tipo, sul mondo musicale, a cura di X., la prima, e di Svegliarino, la seconda); Corrispondenze e cartoline, dal 30 novembre 1897 al 31 gennaio 1898 (a cura di A. Saetta; Nicolò Viale; G. De Gaetano; Veritas; Napoleone Cesi; L.; E. L.).

Sono infine da segnalare il fascicolo interamente dedicato a Giuseppe Verdi, in occasione della sua morte, e quello monografico per il centenario della nascita di Franz Liszt, nonché alcuni articoli in più puntate: Libretti e librettisti di Gino Senigaglia; La teorica degli abbellimenti di Del Valle de Paz; Sulla tecnica del violino di Luigi Bicchierai; la polemica in tre articoli di Samuel, intorno ai giudizi della critica francese su La bohème di Puccini; I trattati di S. Jadassohn di Alfonso Falconi; La “Scuola pratica del pianoforte” di E. Del Valle de Paz: giudizi della stampa di B. M. e Giovanni Battista Nappi; Punctum saliens: Pensées sur la musique di C. Heinrich Richter; Veritas ante omnia di Elia, seguito da Polemica di P. Alessandro Ghignoni, intorno alla musica di Lorenzo Perosi; Piccola antologia di impressioni sull’Elettra di R. Strauss di Paolo Bertini, seguito da Piccola antologia sull’Elettra di Strauss firmato L’Imparziale; Nuovi contributi all’autobiografia di Wagner di Bertini; Alessandro Scarlatti di Napoleone Cesi; L’evoluzione del compositore di musica di Bertini; Les origines orientales de la musique di Alfred Westharp; Per una glottologia musicale di Giannotto Bastianelli; Musica e politica di Bertini; Esami, diplomi, licenze e... viceversa di Del Valle de Paz; Dissonanze... da risolvere: I tre moschettieri di Del Valle de Paz e Dissonanze... da risolvere: Venti... giorni dopo di Alfredo Casella ed Del Valle de Paz; Musica tedesca in tempo di guerra, A proposito dell’Augusteum e Sul tema dell’Augusteum: Variazione III di Alberto Tacchinardi, sugli eccessi nazionalistici nei programmi dell’Augusteum in tempo di guerra; Pistoia di Adelmo Damerini; L’itinerario di Luigi Parigi.


    Assai ricca di necrologie, la rivista riporta le notizie di morte di tantissimi esponenti del panorama musicale e culturale locale e internazionale: Ambroise Thomas, Clara Wieck, Cesare Bratti, Antonio Bazzini, Teodulo Mabellini, Girolamo Alessandro Biaggi, Johannes Brahms, Roberto Stagno, Giuseppina Strepponi, Antoine François Marmontel, Niccolò Van Westerhout, Gustavo Tofano, Giuseppe Ceccherini, Charles Lamoureux, Emilia Venturini, Alfredo Colombani, Andrea Bernardini, Arthur Sullivan, Peter Benoit, Alfredo Piatti, Joseph Rheinberg, Filippo Marchetti, Salomon Jadassohn, Cesare Ponsicchi, Adolfo Lapini, Emilio Cagnola, Francesco Cortesi, Eduard Lassen, Augusto Franchetti, Francesco Tamagno, C. Heinrich Richter, Anthonio Ladislao Rozwadowski, Luigi Alberto Villanis, Reginaldo Grazzini, Federico Consolo, Giosuè Carducci, Pietro Platania, Roberto Caiani, Gaetano Braga, Paolina Lucca, Auguste Gevaert, Ernest Reyer, Tommaso Costa, Giuseppe Martucci, Francis Thomé, Paolina Viardot, Jean Baptiste Weckerlin, Franz Xaver Haberl, Gustav Mahler, Bruno Mugellini, Cesare Pollini, Jan Blocks, Giulio Ricordi, Alexandre Béon, Jules Massenet, Wilhelm Kuhe, Edgar Tinel, George Houdard, Giuseppe Buonamici, Ugo Bassani, Gabriel Dupont, Alberic Magnard, Jean-Baptiste Faure, Karl Goldmark, Bernard Stavenhagen, Giulio Piccini, Jules Ecorcheville, Raffaele Frontali, Leto Bargagna, Primo Levi, Adolfo Castagnoli, Guido Tacchinardi, Domenico Torregrossa, Luigi Gullì, Giovanni Battista Dessy, Cosima Wagner, Mastrilli, Giovanni Bolzoni e Xavier Leroux. Chiudiamo segnalando l’articolo in tre parti dedicato da Edgardo Del Valle de Paz a Debussy, in occasione della sua morte.
La rivista contiene supplementi musicali fino a marzo 1909.

Note


1 Vd. a proposito anche Fiamma Nicolodi, Gusti e tendenze del Novecento musicale in Italia, Firenze, 1982, pp. 67-204.

2 Giulio Fara, La musica nella genealogia delle arti, XXI, 304, novembre 1916, pp. 35/6; Contributo alle ricerche sulla genesi della musica, XXII, 307, febbraio 1917, pp. 8/9; XXII, 308, marzo 1917, pp. 15/6; XXII, 309, aprile 1917, pp. 20/1; XXII, 310, maggio 1917, pp. 28/9; XXII, 311, giugno 1917, pp. 34/5; XXII, 312/3, luglio-agosto 1917, pp. 39/40; XXII, 314/5, settembre-ottobre 1917, pp. 46/7; Etnofonia e canzone popolare, XXII, 315/6, novembre-dicembre 1917, pp. 49/50; Scorci di estetica e psicologia musicale, XXIV, 324, gennaio 1919, pp. 1-3; XXIV, 327/8, aprile –maggio 1919, pp. 25/6; XXIV, 329-30-31, giugno-luglio-agosto 1919, pp. 36-8.

3 Guido Salvetti, La nascita del Novecento, Torino, 1991, pp. 285-311.

4 Al lettore, XXI, 303, settembre 1916, p. 25.

5 Parole chiare, XXI, 304, novembre 1916, pp. 33-5.

6 P.p.c., XXII, 315/6, novembre-dicembre 1917, p. 49.

7 VI, 61, gennaio 1901.

8 VI, 222/3, ottobre 1911.

9 I, 4, 30 aprile 1896, pp. 2-4; I, 5, 31 maggio 1896, pp. 4/5; I, 6, 30 giugno 1896, pp. 2-4; I, 7, 31 luglio 1896, pp. 3-5; I, 8, 31 agosto 1896, pp. 4-6; I, 9, 30 settembre 1896, pp. 3-5; I, 10, 31 ottobre 1896, pp. 3-5; I, 11, 30 novembre 1896, pp. 5/6; I, 12, 31 dicembre 1896, pp. 5-8; II, 13, 31 gennaio 1897, pp. 2-5; II, 15, 31 marzo 1897, pp. 3-5; II, 17, 31 maggio 1897, pp. 2/3.

10 I, 4, 30 aprile 1896, p. 1; I, 5, 31 maggio 1896, p. 3; I, 6, 30 giugno 1896, p. 2; I, 7, 31 luglio 1896, p. 3; I, 8, 31 agosto 1896, pp. 3/4; I, 9, 30 settembre 1896, pp. 2/3; I, 10, 31 ottobre 1896, pp. 2/3; I, 11, 30 novembre 1896, pp. 4/5; I, 12, 31 dicembre 1896, pp. 4/5; II, 15, 31 marzo 1897, p. 3; II, 16, 30 aprile 1897, p. 4; III, 27, 31 marzo 1898, pp. 1/2; III, 31, 31 luglio 1898, pp. 1/2.

11 III, 29, 31 maggio 1898, p. 2; III, 30, 30 giugno 1898, pp. 5/6; III, 31, 31 luglio 1898, pp. 2/3.

12 Samuel, Cacasennogallocriticofobia, III, 30, 30 giugno 1898, pp. 1-3; Ricacasennogallocriticofobia, III, 31, 31 luglio 1898, pp. 4/5; Per finire, III, 32, 31 agosto 1898, p. 3. per una panoramica sulla querelle italo-francese sull’opera in musica, vd. Fiamma Nicolodi, Gusti e tendenze del Novecento musicale in Italia, Firenze, 1982, pp. 1-66.

13 III, 35, 30 novembre 1898, pp. 1/2; III, 36, 31 dicembre 1898, pp. 2/3; IV, 37/8, gennaio-febbraio 1899, pp. 5-7; IV, 39, 20 marzo 1899, pp. 17/8; IV, 41, maggio 1899, pp. 32-4; IV, 42, giugno 1899, p. 43; IV, 43, luglio 1899, pp. 52-4; IV, 44, agosto 1899, pp. 60-2; IV, 45, settembre 1899, pp. 69-71; IV, 46, ottobre 1899, pp. 78/9; IV, 47, novembre 1899, pp. 85-7; IV, 48, dicembre 1899, pp. 94-6; V, 50, febbraio 1900, pp. 113/4; V, 52, aprile 1900, pp. 127/8; V, 53, maggio 1900, pp. 136/7; V, 60, dicembre 1900, pp. 185/6; VI, 62, febbraio 1901, pp. 208/9; VI, 63, marzo 1901, pp. 216/7; VI, 64, aprile 1901, pp. 227/8; VI, 66, giugno 1901, pp. 343/4; VI, 67, luglio 1901, p. 353; VI, 70, ottobre 1901, p. 366; VI, 71, novembre 1901, p. 374; VI, 72, dicembre 1901, pp. 381/2; VII, 74, febbraio 1902, p. 11; VII, 75, marzo 1902, p. 20; VII, 77, maggio 1902, p. 41; VII, 79, luglio 1902, pp. 53/4; VII 81/2, settembre-ottobre 1902, p. 72; VIII, 89, maggio 1903, pp. 122/3.

14 IV, 42, giugno 1899, pp. 47/8; IV, 47, novembre 1899, pp. 87/8.

15 IV, 48, dicembre1899, pp. 89/90; V, 49, gennaio 1900, pp. 97/8; V, 51, marzo 1900, pp. 118/9; V, 52, aprile 1900, pp. 125/6; V, 53, maggio 1900, pp. 134/5; V, 55, luglio 1900, pp. 148-50.

16 V, 60, dicembre 1900, pp. 182/3; VI, 61, gennaio 1901, p. 201.

17 IV, 158, 5 febbraio 1909, pp. 8/9; IV, 163, 20 aprile 1909, p. 35.

18 IV, 168/9, luglio 1909, pp. 65/6; IV, 170/1, agosto, 1909, pp. 72/3.

19 V, 194/5, agosto 1910, pp. 79-81; V, 196, 5 settembre 1910, pp. 88-90; V, 197, 20 settembre 1910, pp. 93-5.

20 VI, 214, 5 giugno 1911, p. 58; VI, 215, 20 giugno 1911, pp. 64/5.

21 VII, 246/7, ottobre 1912, p. 92; VII, 248, 10 novembre 1912, pp. 97/8; VII, 249, 25 novembre 1912, pp. 105/6; VII, 250/1, dicembre 1912, pp. 112/3.

22 VIII, 270, 10 dicembre 1913, pp. 93/4; VIII, 271, 25 dicembre 1913, pp. 101-3; IX, 272, 10 gennaio 1914, pp. 1/2.

23 IX, 282, 25 luglio 1914, pp. 63/4; IX, 284, settembre 1914, p. 70.

24 IX, 280, 25 maggio 1914, pp. 51/2; IX, 286, 10 dicembre 1914, pp. 84/5; IX, 287, 25 dicembre 1914, pp. 91/2.

25 XXII, 306, febbraio 1917, p. 48; XXII, 307, febbraio 1917, p. 10.

26 XXI, 304, novembre 1916, pp. 37/8; XXI, 305, dicembre 1916, pp. 41/2; XXII, 306, febbraio 1917, p. 48.

27 XXII, 308, marzo 1917, pp. 13/4; XXII, 309, aprile 1917, pp. 19-20.

28 XXII, 308, marzo 1917, pp. 16/7; XXII, 309, aprile 1917, pp. 21-3; XXII, 311, giugno 1917, pp. 33/4.

29 Edgardo Del Valle de Paz, Un grande artista: Claude Debussy, XXIII, 320/1, marzo-aprile 1918, pp. 53/4; XXIII, 322-4, maggio-luglio 1918, pp. 61/2; XXIV, 325, febbraio 1919, pp. 11/2.

 

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