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La prora

(1923-1924)

Scheda introduttiva di Jonathan D'Onofrio

La prora    «La Prora» (sottotitolata Rassegna mensile della Corporazione delle nuove musiche) fu fondata dal compositore Alfredo Casella (Torino, 25 luglio 1883- Roma, 5 marzo 1947), già nel 1917 fondatore della Società nazionale di musica e, nel 1923, insieme a Gabriele D’Annunzio e Gianfrancesco Malipiero, della Corporazione delle nuove musiche1. La suddetta corporazione aveva come fine la diffusione della musica italiana contemporanea. La rivista era quindi il suo organo di stampa, ma ebbe vita assai breve, da febbraio a giugno 1924, per un totale di quattro numeri (l’ultimo comprende maggio e giugno).
    Il titolo della rivista deriva dal termine marinaresco, con cui si indica la parte anteriore delle navi, la prua, o prora appunto. Questo nome viene subito chiarito, a partire dal primo numero, in cui, rivolgendosi ai lettori, si precisa come non si tratti di una rivista d’avanguardia, se si intende per avanguardia un mero esperimento, ma come anzi essa sia volta a guidare la musica italiana verso un futuro privo di incertezze e supportato da solide basi2. Il nome della rivista sta a indicare quindi uno sguardo proiettato verso un futuro, dove la nave della musica italiana viene guidata e protetta da una prua solida come la sua eredità culturale. Sarà ora compito dei musicisti contemporanei dare vita a un serio rinnovamento musicale italiano, fortemente ancorato e saldamente iscritto nella tradizione storico-artistica nazionale3. Viene stampata a Roma, presso la Libreria di Cultura, situata in via del Nazareno 14.

    La rivista ha periodicità mensile. Esce in formato libro (cm. 23, 9 x 17). Il numero delle pagine è variabile dalle trentadue del primo numero, alle ventotto di quello di marzo, alle trentadue di aprile, alle quaranta dell’ultimo.
    La redazione è composta dal direttore Alfredo Casella, dal redattore Adelmo Damerini, Giulio Bas, Mario Labroca,  Francesco Milizia, Vittorio Rieti, Gastone Rossi-Doria e Václav Štěpán. Il direttore scrive articoli su problemi di carattere compositivo4, sulla musica italiana5, sui concerti all’Augusteo di Roma6 e una corrispondenza da Parigi7. Adelmo Damerini contribuisce alla breve vita della rivista con due articoli: uno sulla polifonia corale italiana8 e uno sull’interpretazione scenica nell’opera musicale9. È di Giulio Bas un interessante articolo intorno ai concetti di tonalità, politonalità e atonalità10. Mario Labroca, in due articoli nei numeri di febbraio e marzo, rende note quali sono state le nuove musiche eseguite all’Augusteo di Roma11. Renzo Massarani fa conoscere ai lettori il Festival internazionale di Praga12, di Francesco Milizia sono riportati due articoli, entrambi di estetica musicale, in cui passa in rassegna alcuni saggi del Settecento, uno sull’argomento del dramma in musica13 e uno sull’influenza della musica presso i popoli antichi14. Vittorio Rieti scrive recensioni varie15, mentre Gastone Rossi-Doria scrive un articolo sui Sonetti del Petrarca di Ildebrando Pizzetti16. Di Václav Štěpán è un biografia per il centenario della nascita di Bedřich Smetana17.
    «La Prora» esce per soli cinque mesi alla fine del secondo anno dell’era fascista, in un contesto storico-sociale, che, nonostante il crescente potere di Benito Mussolini, non si è ancora stabilizzato e che anzi andrà stabilizzandosi proprio in seguito agli avvenimenti di quell’anno: poco prima che la rivista vedesse la luce, alla fine di gennaio, Regno d’Italia e Regno di Jugoslavia avevano firmato il trattato per la suddivisione di Fiume; ma il 1924 è soprattutto l’anno delle elezioni politiche a cui il Partito Nazionale Fascista, tra irregolarità e violenze, prese il 66, 5% di voti. Questo clima culminerà di lì a poco con l’uccisione del deputato socialista Giacomo Matteotti e la protesta dell’Aventino, portata avanti dalle forze politiche antifasciste, che cessarono di partecipare alle operazioni del Parlamento, auspicando la creazione di un nuovo governo che ristabilisse la legalità. È da segnalare comunque che dalla lettura della rivista non emergono molti rimandi alla politica, anzi ne troviamo uno solo, in un articolo di Casella18, in cui questo si dice convinto che il problema del finanziamento dell’Augusteum di Roma giungerà presto all’attenzione di Mussolini.
    La struttura di ogni fascicolo è pressoché costante dall’inizio alla fine: interamente a piena pagina, si apre con un articolo di fondo, mentre quelli a seguire non hanno un ordine particolare, aspetto giustificato dal fatto che la rivista non conosce rubriche e corrispondenze periodiche. Da segnalare, nel primo numero, il contributo sulla musica di Gabriele D’Annunzio, risalente agli anni della Reggenza del Carnaro19.

 

Note


1 Guido Salvetti, La nascita del Novecento, Torino, 1991, pp. 296. Gli anni compresi tra il 1924 e il 1939, coincidenti con il Ventennio fascista, rappresentano il momento di maggior contatto del compositore con la cultura italiana, che, auspice il clima nazionalistico e autarchico promosso dal regime, Casella letteralmente scopre, dopo essere tornato in Italia ed essersi formato a Parigi.

2 Ai nostri primi lettori, n. 1, febbraio 1924, pp. 1/2.

3 vd. Fiamma Nicolodi, Gusti e tendenze del Novecento musicale in Italia, Firenze, 1982, pp. 205-262; id. Aspetti di politica culturale nel ventennio fascista, in Italian music during the fascist period, a cura di Roberto Illiano, Turnhout, 2004.

4 Alfredo Casella, Problemi sonori odierni, n. 1, febbraio 1924, pp. 5-18.

5 Id. Contributo ad un nuovo stile musicale nostro, n. 2, marzo 1924, pp. 33-8.

6 Id. Insegnamenti augustei, n. 3, aprile 1924, pp. 61-5.

7  Id. Lettera parigina, n. 4, maggio-giugno, pp. 93-101.

8 Adelmo Damerini, Intorno al carattere della polifonia corale italiana, n. 1, febbraio 1924, pp. 19-24.

9 Id. L’interpretazione scenica nell’opera musicale, n. 4, maggio-giugno, pp. 102-23.

10 Giulio Bas, A proposito di tonalità, politonalità, atonalità, n. 3, aprile 1924, pp. 74-6.

11 Mario Labroca, Le nuove musiche all’Augusteo, nn. 1-2, febbraio-marzo 1924, pp. 25-7; 53/4.

12 Renzo Massarani, Il Festival internazionale a Praga, n. 4, maggio-giugno 1924, pp. 124-30.

13 Francesco Milizia, La critica in parrucca: Saggi di estetica musicale del Settecento – Dell’argomento del dramma in musica, n. 2, marzo 1924, pp. 39-42.

14 Id. La critica in parrucca: Saggi di estetica musicale del Settecento – Della musica, n. 3, aprile 1924, pp. 69-73.

15 Vittorio Rieti, Recensioni, n. 2, marzo, 1924, pp. 55-7.

16 Gastone Rossi-Doria, Alcune note su Ildebrando Pizzetti e sui «Sonetti del Petrarca», n. 2, marzo 1924, pp. 43-52.

17  Vaclav Stepan, Bedrich Smetana, n. 3, aprile 1924, pp. 66-8.

18 Alfredo Casella, Insegnamenti augustei, n. 3, aprile 1924, pp. 61-5.

19 Gabriele D’Annunzio, Della musica, n. 1, febbraio 1924, p. 4.

 

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