English version

Note d'archivio per la storia musicale

(1924-1943)

Scheda introduttiva di Silvia Caratti                                   

Note d'archivio per la storia musicaleNato nel 1924 per volere di monsignor Raffaele Casimiri (Gualdo Tadino 1880 – Roma 1943), "Note d'archivio per la storia musicale" venne pubblicato a Roma per le Edizioni Psalterium, fondate nel 1907 dallo stesso Casimiri. Uscì con cadenza trimestrale (non sempre rispettata) per un totale di diciotto numeri: le annate quinta e sesta (1928-1929), che avrebbero dovuto ospitare le Memorie e documenti per la storia liturgico-musicale della Chiesa Lateranense di Casimiri, non videro mai la luce1. I diciotto numeri furono successivamente ristampati a Bologna da Riccardo Pàtron tra il 1970 e il 1971 e corredati da Giorgio Piombini di Indici della rivista Note d'archivio per la storia musicale, 1924-1943, con una premessa di Oscar Mischiati, Venezia, Fondazione Levi, 1983 (suppl. a "Note d'archivio per la storia musicale", nuova serie, I, 1, 1983). Ogni volume si presenta nello stesso formato (22,5x15 cm), mentre il numero delle pagine è variabile. L'annata seconda (gennaio-dicembre 1925) è costituita da un unico numero monografico di 368 pagine dedicato alla storia della Cappella Musicale del Duomo di Urbino.
Sempre diretto da Casimiri, "Note d'archivio" non poteva che risentire della sua influenza. Ceciliano convinto, Casimiri fu compositore2, organista, didatta e, accanto ai più noti Luigi Torchi, Oscar Chilesotti e Fausto Torrefranca, può essere considerato uno dei musicologi italiani più autorevoli di quegli anni3. Tra i suoi principali lavori si ricorda la curatela degli opera omnia di Palestrina.
Come evidenziato fin dal titolo, "Note d'archivio" assegnava all'indagine storico-archivistica un ruolo fondamentale nella ricerca musicologica. Interessati soprattutto alla storia delle istituzioni, i collaboratori di "Note d'archivio" setacciavano archivi di parrocchie, confraternite, seminari, curie e ordini monastici, alle prese con mandati di pagamento, contratti per la costruzione di strumenti musicali, atti di nascita e morte, inventari di biblioteche, testamenti, lettere, scritture private. La particolarità del periodico stava soprattutto nell'approccio, nell'indagine concentrata sullo studio dell'organizzazione dell'attività musicale presso le istituzioni ecclesiastiche a partire dal tardo Medioevo fino alle soglie dell'età moderna: si passava così dalla trascrizione completa dei Diarii Sistini che, redatti sotto Paolo III fin dal 1535 e conservati presso la Biblioteca Apostolica Vaticana, documentano la vita dei cantori pontifici, alla storia delle cappelle musicali e delle maggiori istituzioni ecclesiastiche romane, alle quali Casimiri dedicò un lungo contributo suddiviso in più parti, trascrivendo statuti e regolamenti del Collegio Romano, di quello Germanico e di quello Inglese, redigendo l'elenco di cantori e maestri di cappella, fornendo cenni biografici su di essi e notizie sugli strumenti utilizzati4.
Quello delle cappelle musicali è uno dei temi principali della rivista, i cui articoli ricostruiscono, in modo più o meno completo, le vicende di queste istituzioni nelle città di Aquileia, Arezzo, Benevento, Brescia, Chioggia, Concordia, Fano, Fermo, Padova, Parma, Ravenna, Rieti, Roma, Spello, Torino, Treviso, Udine, Urbania, Urbino, Verona, Vicenza. Vi si trovano notizie sulla fondazione, sugli strumenti musicali (con particolare attenzione agli organi), la consistenza delle biblioteche e la tipologia dei testi, i doveri dei maestri di cappella e le loro vicende private, i musici impiegati e i relativi contratti sottoscritti.
Tra i collaboratori più assidui si possono ricordare i nomi di Paolo Guerrini, Francesco Coradini, Eduardo Dagnino, Renato Lunelli, Luigi Bottazzo e Nestore Pelicelli. In quasi tutti i numeri è presente una rubrica di recensioni e di novità editoriali a carattere quasi esclusivamente sacro, per lo più a firma di Casimiri.
La pubblicazione di "Note d'archivio per la storia musicale" si interruppe nel 1943, anno di morte del suo fondatore. L'ultimo numero, l'unico della ventesima annata, comprende tre soli contributi: si apre con il necrologio di Casimiri, a firma di Carlo Respighi, e si conclude con un articolo dedicato a Palestrina.
Dopo quarant'anni di silenzio la testata riprese la pubblicazione nel 1983 grazie all'interessamento della Fondazione Levi di Venezia. Il comitato di redazione, composto da Alberto Basso, Francesco Luisi, Oscar Mischiati e Giancarlo Rostirolla, decise di far rivivere il periodico riconoscendo, come si legge nell'editoriale che apre il primo numero, "la singolare importanza che esso ha avuto ed ha tuttora nel campo della documentazione storica per la ricerca musicologica"5. La nuova serie uscì fino al 1987 e a ogni numero fu affiancato un supplemento consistente in una vera e propria monografia.

 

Note


1 Giunte alla fase di bozza finale, l'autore decise di fare ulteriori approfondimenti bloccandone la pubblicazione. Furono riviste e pubblicate in seguito in Raffaele Casimiri, Cantori, maestri, organisti della Cappella Lateranense negli atti capitolari (sec. XV-XVII), revisione e aggiornamento di Laura Callegari, Bologna, AMIS, 1984.
2 Tra le sue composizioni principali si possono ricordare gli oratori San Pancrazio e S. Stefano e la raccolta Sacri concentus in 9 volumi.
3 Sulla figura di Raffaele Casimiri si vedano Eduardo Dagnino, Raffaele Casimiri, in "La rassegna musicale", XVI, 4, aprile 1943, pp. 113-116; Carlo Respighi, Il maestro mons. Raffaele Casimiri, in "Bollettino ceciliano", XXXVIII, 4, aprile 1943, pp. 57-63; Francesco Vatielli, Ricordo di Raffaele Casimiri, in "Rivista musicale italiana", XLVII, fasc. III-IV, maggio-agosto 1943, pp. 254-257; Igino Anglés, Commemorazione del m.o mons. Raffaele Casimiri nel X anniversario della morte, in "Bollettino degli Amici del Pontificio Istituto di Musica Sacra", V, n. 3, settembre 1953, pp. 3-8; Eraldo Biscontini, Raffaele Casimiri, Gualdo Tadino, Banca Popolare Cooperativa, 1974; Maria Caraci, Casimiri, in Dizionario biografico degli italiani, XXI, Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1978, pp. 344-347; Carlo Cancellotti, Mons. Raffaele Casimiri sacerdote e maestro, Gualdo Tadino, Biblioteca Capitolare, 1979; Lino Bianchi, Raffaele Casimiri trascrittore di musiche rinascimentali, in Arte e musica in Umbria tra Cinquecento e Seicento, atti del XII convegno di studi umbri (Gubbio-Gualdo Tadino, 30 novembre - 2 dicembre 1979), Gubbio, Centro di Studi Umbri, 1981, pp. 427-438.
4 Raffaele Casimiri, "Disciplina musicae" e "Mastri di capella" dopo il Concilio di Trento nei maggiori Istituti Ecclesiastici di Roma: Seminario Romano, Collegio Germanico, Collegio inglese (sec. XVI-XVII), in "Note d'archivio per la storia musicale", XII, n. 1, p. 1; XII, n. 2, p. 73; XV, n. 1, p. 1; XV, n. 2, p. 49; XV, n. 3, p. 97; XV, nn. 4-5, p. 145; XV, n. 6, p. 225; XVI, nn. 1-2, p. 1; XIX, nn. 4-5, p. 102; XIX, n. 6, p. 159; XX, nn. 1-2, p. 1.
5 Alberto Basso, Francesco Luisi, Oscar Mischiati, Giancarlo Rostirolla, Editoriale, in "Note d'archivio per la storia musicale", nuova serie, I, n. 1, p. 7.

 

Ti informiamo che questo sito fa uso di cookie. Puoi leggere l'informativa estesa cliccando su 'Informativa Cookie'.
Chiudendo questo messaggio o procedendo nella navigazione su questo sito acconsenti all'uso dei cookie.

Informativa Cookie Chiudi Messaggio