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Quaderni della rassegna musicale

(1964-1972)

Scheda introduttiva di Marta Poggesi

Frontespizio dei 'Quaderni della Rassegna Musicale'

Il direttore dei «Quaderni della Rassegna musicale», Guido M. Gatti (Chieti, 1892 – Grottaferrata, Roma, 1973) fu critico musicale, tra i più convinti sostenitori delle nuove tendenze musicali italiane rappresentate da Casella, Pizzetti e Malipiero, diresse il Teatro di Torino (1925-1931) e il Maggio Musicale Fiorentino (1933), fu autore di libri e di saggi1. I «Quaderni della Rassegna musicale» constano di cinque numeri monografici pubblicati tra il 1964 e il 1972 a periodicità irregolare. Questa rivista è la continuazione della «Rassegna musicale», diretta dallo stesso Gatti tra il 1928 e il 1963.

Riallacciandosi alla «Rassegna musicale», i «Quaderni» mirano a proseguire nello studio e nella divulgazione della musica italiana contemporanea.

La rivista continua in tal modo nell’opera di approfondimento e di divulgazione della musica italiana contemporanea, che ha caratterizzato i suoi trentacinque anni di vita. Ciò ch’essa fece a suo tempo per i compositori della generazione dell’ottanta, rinnova oggi per quelli della generazione seguente, con la stessa convinzione e lo stesso spirito d’indipendenza, non tralasciando tuttavia gli studi del passato musicale e quelle questioni di estetica musicale, alle quali si lusinga d’aver dato il primo avvio in epoca lontana2.

I primi due numeri, infatti, sono dedicati a due compositori nati nei primi anni del Novecento: Goffredo Petrassi (Zagarolo, 1904 – Roma, 2003) e Luigi Dallapiccola (Pisino, 1904 – Firenze, 1975). L’opera di Goffredo Petrassi («Quaderno della Rassegna musicale», n° 1, 1964) si apre con un lungo e articolato saggio di Mario Bortolotto che ripercorre il cammino musicale del compositore. A questo, seguono gli articoli di Domenico Guaccero sulla didattica, di Cesare Vivaldi sul rapporto del compositore con le arti figurative, di Claudio Annibaldi sulla critica petrassina e le pagine a carattere più personale di Cesare Brandi e Gianandrea Gavazzeni. In apertura del «Quaderno della Rassegna musicale», n° 2, (L’opera di Luigi Dallapiccola, 1965) è pubblicata una lettera di Dallapiccola a Guido M.Gatti, in cui il compositore gli ricorda i loro primi incontri, le difficoltà esperite dai musicisti nel ventennio fascista e l’importante ruolo svolto dalle sue riviste musicali. Gli articoli su Dallapiccola portano le firme di Leonardo Pinzauti, Giovanni Ugolini, Reginald Smith Brindle, Piero Santi, Alessandro Bonsanti, Adelmo Damerini, Claudio Annibaldi e Luciano Alberti. Infine, è pubblicato il testo di una conferenza tenuta da Dallapiccola in diverse città nel corso del 1963, centocinquantenario della nascita di Giuseppe Verdi, intitolato Parole e musica nel melodramma. Completano questi due numeri l’elenco delle opere, la bibliografia, la discografia e una sintetica cronologia dei due compositori.

Il «Quaderno della Rassegna musicale» n° 3 (1965), il più corposo, è dedicato alla Nuova musicologia italiana. Il primo articolo, di Guglielmo Barblan, racconta il primo anno di vita della Società Italiana di Musicologia. Seguono contributi di Guido Pannain (il XV capitolo dei suoi Studi monteverdiani, pubblicati sulla «Rassegna musicale» dal 1930), Mario Fabbri, Claudio Gallico, Francesco Degrada, Giorgio Pestelli, Pierluigi Petrobelli, Gianluigi Dardo, Domenico Celada, Giampiero Tintori, Alfredo Bonaccorsi e Sergio Martinotti.

Il «Quaderno» n° 4 (1968) tratta di Musica e arti figurative. I contributi di Gillo Dorfles, Claudio Annibaldi, Sergio Martinotti, Franco Borsi, André Schaeffner, Giorgio Pestelli e Hellmuth Christian Wolff indagano i rapporti tra le due arti attraverso i secoli. Nel volume si trova, inoltre, un articolo su Rossini e le arti figurative di Luigi Parigi e un articolo di Alfredo Bonaccorsi dedicato ai fratelli Pietro e Luigi Parigi e agli studi di iconografia musicale inaugurati da quest’ultimo.

Infine, il «Quaderno della Rassegna musicale» n° 5 (1972), curato da Giorgio Pestelli (Torino, 1938), si occupa di Aspetti della musica d’oggi. In apertura, Claudio Annibaldi tenta di definire lo sperimentalismo musicale. A questo articolo, ne seguono altri dedicati ai protagonisti della musica d’oggi: Stockhausen (Luigi Pestalozza), Xenakis (Ernesto Napolitano e Tito Tonietti), Nono (Armando Gentilucci), Cage (Bruno Canino) e Messiaen (Carlo Marinelli).

I «Quaderni della Rassegna musicale» si concludono con le recensioni di libri e l’elenco dei libri ricevuti. Il n° 3 dedica ampio spazio a recensioni di musica e libri, che sono invece totalmente assenti nel n° 5.

 

Note


1Guido M. Gatti ha lasciato un’importante eredità: oggi la biblioteca del Dipartimento di discipline artistiche, musicali e dello spettacolo dell’Università degli studi di Torino ospita il “Fondo Guido M. Gatti”, che conta complessivamente circa 5400 volumi e riflette le ricerche e gli interessi di uno dei principali musicologi italiani fra il 1910 e il 1970. Fanno parte del fondo opere sulla storia della musica e della danza e importanti collezioni di riviste europee.

2La citazione è presa dal verso della copertina del «Quaderno della Rassegna musicale» n°2, dedicato a Luigi Dallapiccola (1965).

 

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