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Letteratura

(1937-1947)

Scheda introduttiva di Simone Morganti                                   

Letteratura «Letteratura» (sottotitolata «rivista trimestrale di letteratura contemporanea») viene fondata e diretta dallo scrittore Alessandro Bonsanti (Firenze, 25 novembre 1904 – Firenze, 17 febbraio 1984), già condirettore di «Solaria» insieme ad Alberto Carocci. Le pubblicazioni iniziano nel gennaio del 1937 e finiscono nel dicembre del 1947, subendo un'interruzione dal 1943 al 1946 a causa del conflitto mondiale. Si possono quindi distinguere due periodi di attività: un primo, che va dalla nascita della rivista sino all'uscita del fascicolo n. 25 (maggio-agosto 1943); un secondo, che va dalla ripresa delle pubblicazioni con il n. 26 (gennaio-febbraio 1946) fino al n. 36 (novembre-dicembre 1947).
Nella prima fase la rivista è pubblicata dai Fratelli Parenti di Firenze, i quali curano anche la stampa. La redazione si trova nel capoluogo toscano in via XX settembre 30. La periodicità è trimestrale, eccezion fatta per gli anni 1942 e 1943: nel primo escono solo tre fascicoli (il n. 21, gennaio-marzo; il n. 22, aprile-giugno; il n. 23, luglio-dicembre); nel secondo due (il n. 24, gennaio-aprile e il n. 25, maggio-agosto). Nella seconda fase la rivista diviene editrice in proprio (Edizioni di «Letteratura») e le stampe sono affidate agli Stabilimenti tipografici Vallecchi; la redazione si trasferisce a Palazzo Strozzi; la periodicità diventa bimestrale.
    Il formato resta sempre lo stesso (cm. 25 x 18), così come non cambia la veste grafica della copertina: color rosso mattone, titolo bianco e numero impresso in nero. I fascicoli contano circa 160-180 pagine fino al 1941, quando, per via della guerra, il numero è ridotto a 100-120; nel secondo periodo di attività le pagine vanno dalle 120-130 iniziali fino ad un massimo di 180. La struttura dei fascicoli resta invece costante: ogni numero presenta un’articolazione bipartita, con una prima parte dedicata a saggi, poesie, prose e una seconda destinata alle rubriche fisse: “Da «La Voce» a «La Ronda», “Studi di letterature straniere”, “Note”, “Recensioni”, “Cronache d'arte”, “Cronache cinematografiche”, “Cronache musicali”.
    Nell'arco di un decennio vengono pubblicati in tutto 37 fascicoli, l'ultimo dei quali, il n. 36, novembre-dicembre 1947, interamente dedicato a Marcel Proust. Nel marzo del 1939, a un anno dalla scomparsa di D'Annunzio, esce anche un numero fuori serie incentrato sulla figura del poeta pescarese (Omaggio a D'Annunzio). Questi due numeri monografici e il numero doppio 35, luglio-ottobre 1947 arrivano a contare 250 pagine.
        Dal 1937 al 1943 escono, per la stessa casa editrice della rivista, 57 volumi della Collezione di “Letteratura”, suddivisi in cinque serie: “Saggi e memorie”, “Romanzi e racconti”, “Poesia”, “Teatro”, “Monografie d'arte”. Nel 1947, per le nuove Edizioni di “Letteratura”, stampati da Vallecchi, escono ancora due titoli nelle serie “Saggi e memorie” e “Teatro”.
        Tra le opere più importanti apparse su «Letteratura» bisogna citare Conversazione in Sicilia di Vittorini, pubblicata a puntate nel biennio 1938-1939; una prima stesura incompleta, tra il 1938 e il 1941, de La cognizione del dolore di Gadda; molte delle Occasioni di Montale. Nei volumi della Collezione di “”Letteratura” esordirono giovani narratori come Cassola, Landolfi, Bilenchi; uscirono poesie di Sandro Penna, Mario Luzi; traduzioni di Esenin, Hölderlin, Rilke curate da Poggioli, Contini e Traverso.
    Il titolo «Letteratura», scelto da Bonsanti, ha un significato emblematico in anni in cui, da una parte, Croce contrapponeva poesia e letteratura, negando a quest'ultima l'istanza creativa, dall'altra, la politica del regime fascista si schierava apertamente contro la categoria dei letterati. Evidente, poi, l'evocazione della Littérature» di Aragon, Breton e Soupault, tesa a sottolineare la novità della neonata rivista rispetto allo scenario culturale italiano. «Letteratura» è dedicata esclusivamente a problemi espressivi, letterari soprattutto. Questa «aristocratica» presa di posizione non è però esplicitamente dichiarata, come di norma, nell'editoriale del primo numero, che invece reca soltanto, in chiusura, uno schema per punti del programma esecutivo (elenco di argomenti e collaboratori).
    In redazione si alternano molti illustri collaboratori, senza mai ricoprire un ruolo fisso: i letterati puri, perlopiù di provenienza «solariana»; il gruppo degli ermetici che ha abbandonato «Frontespizio»; i critici provenienti dalle riviste di Ojetti, «Pegaso»  e «Pan»; molti giovani che raggiungeranno la notorietà dopo la guerra. Tra i più rappresentativi si possono citare Montale, Vittorini, Ungaretti, Saba, Gadda, Lorìa, Comisso, Quasimodo, Gavazzeni, Landolfi, Gatto, Bo, Luzi, Contini, Macrì, Anceschi, Vigorelli, Binni, Traverso, Bigongiari, Bassani, Pratolini, Devoto, Ferrata, Solmi, Capitini, Bartolini, De Robertis, Varese, Argan.
    La quantità e la qualità dei contributi e la varietà degli argomenti trattati conferiscono alla rivista carattere articolato e complesso. Non vengono mai meno, tuttavia, l'unitarietà e la sistematicità, certo dovute alla scrupolosa attività direttiva di Bonsanti, ma anche al convergere degli interessi di tutti i collaboratori. Valori comuni sono la passione critica, la volontà di apertura verso le contemporanee esperienze europee (con un occhio di riguardo alla situazione francese), la consuetudine filologica (con frequenti riferimenti a strutture e sovrastrutture linguistiche); l'attenzione alla civiltà letteraria italiana che si rivela in rivisitazioni di letture dimenticate (come i Frammenti d'una Cronaca romanesca1); il rifiuto degli schemi espressivi convenzionali; la riflessione critica sulla nozione di arte e sulla  posizione dell'intellettuale nella società contemporanea.
    Le “Cronache musicali” sono l'unico spazio espressamente dedicato alla musica e mostrano una continuità che le altre rubriche di argomento artistico non hanno. A eccezione del 1941, in cui le firma Riccardo Malipiero, sono affidate a Gianandrea Gavazzeni, compositore e fine critico musicale. Vi trovano posto anche articoli di Gatto, Mila, Dallapiccola, Bonora, Capitani. L'occasione degli articoli è data dall'attualità (è proprio Gavazzeni, nel primo numero della rivista, a sottolineare quest'aspetto2), ma il taglio critico è essenzialmente saggistico. Particolare importanza riveste il tema della relazione tra la musica e la letteratura e le altre arti. Gli articoli si occupano soprattutto della situazione musicale italiana, con attenzione alle composizioni dei giovani protagonisti dell'epoca: Petrassi, Dallapiccola, Riccardo Malipiero, Rota. Ma non mancano riferimenti a Pizzetti, Casella, Gian Francesco Malipiero e ad autori stranieri, o articoli su compositori italiani meno celebri: Giovanni Salviucci, Adone Zecchi, Luigi Cortese, Giorgio Federico Ghedini.
    Per quanto riguarda le necrologie, nelle Cronache, trovano spazio un articolo sulla prematura scomparsa di Salviucci3 e un Ricordo di Casella4. Da segnalare, infine, l' annuncio uscito nel 1939 sulla preparazione di un fascicolo fuori serie a cura di Luigi Dallapiccola e Gianandrea Gavazzeni (Mezzo secolo di idee musicali e di musica), che però rimase allo stadio progettuale, probabilmente a causa dello scoppio della guerra.

 

Note


1 Anonimo romano, Frammenti d'una Cronaca romanesca, «Letteratura» , IV, 4, ottobre-dicembre 1940, pp. 7-14.

2 Gianandrea Gavazzeni, Cronache musicali, ivi, I, 1, gennaio 1937, pp. 171-176.

3 Id., Ricordo di Giovanni Salviucci, ivi, II, 2, aprile 1938, pp. 178-183.

4 Id., Ricordo di Casella, ivi, IX, 1, gennaio-febbraio 1947, pp. 170-174.

 

 

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